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Ausgabe Nr. 63 / 12-2013
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Serena Bonomi und Marco Carugo
 
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Contribution de la rédaction de langue italienne - Dal notiziario radiofonico all'informazione online
Marco Carugo ha raggiunto l'età di pensionamento nel giugno scorso, dopo 42 anni trascorsi all'ats. Quando incominciò la sua attività professionale, all'agenzia spettava ancora leggere i notiziari per la Radio svizzera. Nella sua veste di corrispondente da Palazzo federale ha seguito in particolare le elezioni di numerosi consiglieri federali e un'infinità di sessioni parlamentari. Dal canto suo, Serena Bonomi ha iniziato il suo stage di giornalista presso la redazione italiana nel giugno scorso in un contesto caratterizzato dalla crescente importanza dell'informazione online. Entrambi rispondono a quattro domande sulle loro esperienze professionali in seno all'agenzia.

Perché hai scelto l'ats per esercitare la tua attività giornalistica?

Carugo: Ho scelto l’ats per un puro caso. La mia futura moglie, sapendo che desideravo iniziare un’attività giornalistica, aveva notato una piccola inserzione sul «Giornale del Popolo» in cui si annunciava che la Redazione di lingua italiana dell’Agenzia telegrafica svizzera cercava un praticante che, «un giorno», avrebbe poi avuto la possibilità di diventare redattore. Gli interessati dovevano rivolgersi all’allora caporedattore Mario Casanova. Nell’annuncio si precisava che il posto di lavoro offriva la possibilità di seguire la politica federale, redigere testi per i media ticinesi e per il notiziario telefonico, nonché i notiziari per la Radio della Svizzera italiana, allora nota come Radio Monte Ceneri. La redazione dei notiziari ne comportava anche la lettura in diretta da Berna. Ho avuto fortuna: sono stato assunto. Piano piano ho capito che l’ats rappresentava per me l’adempimento di un ideale, una risposta alle mie aspettative, tanto che mi ha accompagnato per 42 anni. Prima che per avere un lavoro e un reddito, l’ho scelta perché mi appagava ogni giorno.

Bonomi:  Penso che l'ats sia un buon datore di lavoro, in quanto offre un clima non necessariamente di tensione, offre una formazione durante lo stage e permette di fare diverse esperienze anche sul campo (per es. partecipando a conferenze stampa o lavorando da Palazzo federale). Inoltre ritengo che all'ats, essendo l'agenzia stampa nazionale, si ha molta responsabilità e questo può essere un ulteriore incentivo per fare un buon lavoro e vederlo poi riconosciuto (per es. ripreso dai giornali o siti web o letto alla radio). Lavorando in un’agenzia stampa si impara poi ad essere imparziali scrivendo le notizie, cosa che ritengo molto importante da apprendere quando si impara questa professione.

La realtà quotidiana corrisponde all'idea che ti eri fatto dell'agenzia di stampa?

Carugo: La realtà quotidiana risponde assolutamente all’idea che sin dall’inizio, seppur giovane e inesperto, mi facevo di un’agenzia di stampa. Gli anni e l’evoluzione tecnologica l’hanno poi posta sotto un’altra luce. Tuttavia, l’idea di fondo è rimasta intatta, come lo è rimasto l’obiettivo: fornire un’informazione puntuale, veloce e imparziale. Il che non è sempre facile.

Bonomi:  Complessivamente sì. Penso che però delle volte arriviamo troppo tardi con le notizie e queste nel frattempo escono già per esempio su alcuni portali di informazione online. Inoltre, per quanto riguarda la redazione italiana, spesso si tende a tradurre le notizie piuttosto che a scriverle da zero, e quindi poi manca un po' la base per saper costruire una notizia da soli.

Se avessi una bacchetta magica cosa cambieresti dell'ats?

Carugo: Purtroppo non dispongo di bacchette magiche. Ma non è grave, anche perché mi sembra che, tutto sommato, non ci sia molto da cambiare. Al massimo ridurrei il volume delle notizie, per essere più essenziali ed evitare di sommergere i clienti.

Bonomi:  Credo che bisognerebbe avere un sistema informatico più efficiente, la comunicazione tra le varie redazioni e nella stessa redazione dovrebbe giocare un ruolo maggiore, dovrebbero esserci regole più chiare e trasparenti sulle modalità di lavoro, comprese regole sui turni, vacanze, ore ecc.

Secondo te quale sarà il ruolo dell'ats nel paesaggio mediatico svizzero nel 2030?

Carugo: «Fammi indovino che di farò ricco!». Penso che l’ats debba continuare a difendere la propria indipendenza e neutralità, fornendo un prodotto possibilmente corretto e affidabile, al di là dell’ulteriore sviluppo dell’informazione. Allora continuerà ad essere, anche nel 2030, un punto di riferimento irrinunciabile nel firmamento mediatico nazionale.

Bonomi:  Credo che in futuro si darà sempre più importanza alle notizie online, quindi ad un'informazione sempre più immediata, con tutti i vantaggi e gli svantaggi del caso.

Alessio Togni, Capo redazione italiana


 
 

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